2

|

Finanziario

Quattro focus per quattro quadri

Autore:

Silvano Cicetti

Focus – Quadro economico 

• Negli Stati Uniti la Fed ha lasciato i tassi invariati al 3,625%, come atteso, nella riunione di politica monetaria che ha espresso la maggiore divaricazione tra i membri del consiglio dal 1992: Stephan Miran ha votato a favore di un taglio dei tassi da 25 punti base, e tre governatori si sono espressi contro tagli futuri per timori di inflazione elevata.

• La Banca Centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse, avvertendo che i rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica si stanno intensificando. La decisione sul mantenimento dei tassi è stata presa all’unanimità, ma il Consiglio ha discusso a lungo in merito a un possibile rialzo.

• La Banca del Giappone ha mantenuto i tassi invariati a 0,75%, ma il voto di 6 a 3 suggerisce una maggiore probabilità di un rialzo a breve. Tre membri hanno votato a favore di un rialzo immediato dei tassi ufficiali, segnalando pressioni inflattive crescenti.

Focus – Mercato obbligazionario

• Le accresciute tensioni sui mercati energetici aumentano il rischio di inflazione e condizionano le politiche delle banche centrali, causando un nuovo rialzo dei rendimenti: i Treasury decennali sono saliti oltre il 4,40%, i Bund tedeschi hanno superato il 3,10% (record dall’inizio della guerra), i Btp hanno raggiunto la soglia del 4%.

• La Banca Mondiale lancia un nuovo allarme sul mercato energetico: pur prevedendo un rientro delle criticità legate alla guerra in Medio Oriente già nei prossimi mesi, stima per il 2026 un aumento dei prezzi dell’energia del 24%, ai livelli più alti dal 2022. Nel rapporto periodico pubblicato dalla Banca mondiale che analizza il mercato delle materie prime a livello globale (Commodity Markets Outlook) si prevede inoltre un incremento del 16% dei prezzi delle materie prime e del 31% per i fertilizzanti.

• L’ultimo rapporto del World Gold Council (WGC) smentisce il calo d’interesse delle banche centrali per l’oro dopo anni di accumulo: le vendite di Paesi come Russia, Turchia e Azerbaijan sono state compensate dagli acquisti di Polonia, Uzbekistan, Kazakhstan e altre banche centrali, tra cui quella cinese.

• Donald Trump riapre il conflitto commerciale con l’Unione Europea, annunciando che aumenterà i dazi nel cruciale settore dell’auto e dei camion: dazi al 25%, un netto aumento dall’attuale 15%.

Focus – Mercato azionario

• Con un rialzo attorno al 10%, l’S&P 500 registra ad aprile il miglior mese da novembre 2020, nonostante il perdurare dei timori geopolitici, grazie ai solidi risultati trimestrali riportati dalle aziende statunitensi.

• Era forte l’attesa per i conti di quattro big tech Usa: Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta. I risultati trimestrali hanno registrato complessivamente un giro d’affari di 430,6 miliardi di dollari (+20,2% sullo stesso periodo del 2025).

• La domanda di chip legata all’AI regala un trimestre da record alla coreana Samsung. Più nel dettaglio, i numeri dicono che l’unità chip ha riportato un utile operativo di 53,7 trilioni di won (circa 36 miliardi di dollari), in fortissimo aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ben oltre la stima media degli analisti, pari a 35,3 trilioni.

Focus – Esg

• Milieudefensie, organizzazione ambientalista olandese fondata il 6 gennaio 1971 da un gruppo di scienziati, ha avviato una nuova causa contro Shell per cercare di bloccare gli investimenti in nuovi giacimenti di petrolio e gas, ritenuti incompatibili con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Gli attivisti sostengono che Shell disponga di centinaia di potenziali progetti fossili non ancora sviluppati, che potrebbero generare miliardi di tonnellate di CO₂, rallentando così la transizione energetica. Shell respinge le accuse, definendo la richiesta “irrealistica”, e affermando che fermare la produzione non ridurrebbe la domanda globale. Questo caso potrebbe creare un precedente importante sulla responsabilità climatica delle aziende.

• Le energie rinnovabili superano il carbone come principale fonte globale di elettricità nel 2025. Tuttavia, in Europa, oltre 500 ore di prezzi negativi hanno generato perdite superiori a 14 miliardi di dollari. Secondo lo studio della società di consulenza Boston Consulting Group “Flexibility, Not Capacity, Will Decide Renewable Energy’s Future”, la sovrapproduzione di energia solare ed eolica abbassa i prezzi e riduce i ricavi fino al 45–65%. Il nodo centrale è lo squilibrio tra produzione intermittente e domanda, che genera volatilità e prezzi negativi. Ne deriva un focus sulle aziende attive nelle batterie e negli accumuli termici, elementi chiave per aumentare la flessibilitàdel sistema energetico.