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Tributario
Quali agevolazioni alle imprese nelle Zone Economiche Speciali

Come già per gli anni 2024 e 2025, anche per il triennio 2026-2028 con la legge di bilancio 2026 è stato prorogato il credito d’imposta concesso alle aziende che investono nell’acquisto di nuovi beni strumentali per creare o ampliare le loro strutture nelle 10 regioni italiane ammesse all’agevolazione.
Difatti, l'art. 1, commi 438-443, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, ha esteso il contributo sotto forma di credito d'imposta istituito dall’art. 16 del decreto-legge 19 settembre 2023, n.124, a favore delle imprese che effettuano dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno - ZES unica (“ZES unica”), che ricomprende le zone assistite delle regioni:
Marche, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 ed è cumulabile con gli “aiuti de minimis” e con altri aiuti di Stato che abbiano a oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell'intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento. Inoltre, il credito è cumulabile, nei limiti delle spese effettivamente sostenute, anche con altre misure agevolative, che non siano qualificabili come aiuti di Stato ai sensi dell'art. 107 TFUE.
Come si articola l’agevolazione
Il credito d’imposta ZES unica 2026 viene erogato sulla base di aliquote percentuali che variano a seconda delle dimensioni delle aziende e della regioni ove viene effettuato l’investimento.
Per l’anno 2026 il credito è commisurato all’ammontare degli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.
Vi è però un limite minimo per ogni progetto fissato in 200.000 euro; al di sotto di tale limite non si può fruire dell’agevolazione.
Sono agevolabili gli investimenti relativi all’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno - ZES unica che ricomprende le regioni sopra elencate.

Percentuali del credito d’imposta
Le aliquote percentuali dell’intensità del contributo ZES unica 2026 variano a seconda del territorio e delle dimensioni aziendali per come riportato di seguito.
Regione | Piccole Imprese | Medie Imprese | Grandi Imprese |
|---|---|---|---|
Campania | 60% | 50% | 40% |
Puglia | 60% | 50% | 40% |
Basilicata | 50% | 40% | 40% |
Calabria | 60% | 50% | 40% |
Sicilia | 60% | 50% | 40% |
Sardegna | 50% | 40% | 30% |
Molise | 50% | 40% | 30% |
Puglia (3) | 70% | 60% | 50% |
Sardegna (3) | 60% | 50% | 40% |
Abruzzo (4) | 35% | 25% | 15% |
Marche (4) | 35% | 25% | 15% |
Umbria (4) | 35% | 25% | 15% |
Per l’anno d’imposta 2026 sono stati stanziati fondi per 2,3 miliardi di euro. Nel caso in cui il numero di domande presentate dovesse portare a un superamento del budget stanziato per la misura, come successo per la ZES unica 2025, l’Agenzia delle Entrate può disporre una diminuzione delle percentuali in maniera proporzionale. Questa circostanza non esclude, come anche in questo caso già accaduto nel 2025, che la misura possa essere parzialmente, o anche totalmente, rifinanziata.
Investimenti ammissibili
Gli investimenti devono riguardare beni strumentali nuovi acquisiti direttamente o anche tramite contratti di leasing. Il costo ammissibile sarà pari al valore imponibile del bene; potrà esservi ricompresa anche l’IVA per le sole imprese che operano sistematicamente in regime di esenzione da tale imposta (Ad esempio, il settore sanitario).
I beni ammessi possono essere :
Immobili (per tali beni non è richiesto che siano di nuova costruzione)
Opere murarie
Impianti
Macchinari
Attrezzature
Procedura da seguire
Dal 31 marzo al 30 maggio 2026 andranno presentate con modalità telematica (anche attraverso professionisti incaricati) le istanze preventive dove indicare una sintesi del progetto da realizzare, gli investimenti da fare suddivisi per macro voci e i relativi importi delle percentuali di credito d’imposta ammissibili.
Successivamente, tra il 3 gennaio e il 17 gennaio 2027, le imprese dovranno presentare una comunicazione integrativa per attestare l’avvenuta realizzazione entro il termine del 31 dicembre 2026 degli investimenti programmati.
Settori esclusi
I settori d’impresa esclusi dalla ZES unica sono l’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.
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